DURATA DEL PROGETTO: da febbraio a giugno
INIZIO DEL TPLAB: 21 febbraio 
GIORNO: lunedì
ORARIO: 19.30/23.30
INSEGNANTE: Tiziana Bergamaschi
COSTO: in rata unica € 660; in due rate € 360
PRESENTAZIONE AL PUBBLICO: 16, 17 e 18 giugno 2011 a Teatro Libero

Il dramma Ivanov

cechov.jpgIl vero esordio sulla scena di %u010Cechov fu il dramma Ivanov, il cui titolo è il cognome più diffuso, allora ed oggi, in Russia, a significare un uomo comune, un intellettuale che racchiude in se le nevrosi e le tensioni di un'epoca. Ivanov è un uomo 'superfluo', alle prese con il vuoto che lo circonda; le sue aspirazioni intellettuali, unite al senso d'impotenza, fanno di lui un eroe negativo, incapace d'affrontare la crisi. Anna, sua moglie, ha abbandonato per sposarlo la propria famiglia e la religione ebraica in cui è nata. Si ammala ed è vicina a morire, e lui l'abbandona e non si occupa di rimettere in sesto l'amministrazione della sua proprietà.
Sa%u0161a, giovane figlia di proprietari che vivono nel circondario, ama Ivanov, e dopo la morte di Anna tutto è pronto per le nuove nozze. Ivanov però avverte la propria inadeguatezza di fronte a questo amore, che pur condivide, e sente il peso del sacrificio che la giovane donna sta per affrontare sposandolo. All'ultimo momento sfugge al nuovo impegno sparandosi un colpo di pistola.
Intorno a questi personaggi si muove un'umanità disillusa, priva di ideali e senza speranze nel futuro. L'unica loro attività consiste nel ritrovarsi a giocare a carte o organizzare tristi feste dove si mangiano aringhe e cetrioli e si sparla di tutto e di tutti. Neppure i personaggi positivi come Anna, Sa%u0161a e il medico L'vov Evgenij Konstantìnovi%u010D si salvano da questo naufragio e il bene che pensano di fare riesce ad essere ancor più negativo dell'indifferenza e cinismo degli altri.
E' un piccolo mondo senza speranza dove gli uomini sono condannati a vivere e neppure la decisione di Ivanov d'uccidersi assurge a dramma, ma si stempera nel non-sens di un'ultima, inutile, fuga dalle proprie responsabilità.

Presentazione dei personaggi su cui prepararsi per l'incontro del 5 o 6 febbraio:

Ivanov
Nikolàj Alekséevi%u010D: membro permanente dell'ufficio per gli affari dei contadini

Giovane uomo (30/40 anni) di bell'aspetto. Ruolo da prim'attore drammatico. Alto ed elegante, ma di un'eleganza trascurata. Afflitto da un'insopportabile tristezza ed incapace di prendere la qualsivoglia decisione. Un tempo lontano era pieno di speranze e pensava di poter cambiare il mondo, ma un lavoro che lui reputa non adeguato alle proprie capacità e la vita in campagna lentamente lo hanno privato di ogni volontà. Ricorda con dolore quello che era e incolpa gli altri di ciò che è diventato, evitando di prender atto che del proprio destino ognuno è responsabile per se. La sua acredine si sfoga su Anna, la moglie debole e malata che lo ama perdutamente, e questo lo rende ancor più detestabile. Neppure l'amore di Sa%u0161a, a cui si aggrappa come un naufrago, lo salverà, perché di fatto la depressione in cui si crogiola è l'unico suo vero amore.


Anna Petrovna:
moglie di Ivanov, ebrea

Giovane donna (25/35 anni) ormai segnata dalla malattia che la consuma, la tisi. Ruolo da prima attrice drammatica. Donna molto bella, ma che la vita ha invecchiato prima del tempo. Innamorata di Ivanov è stata ripudiata dai genitori, che non hanno accettato la sua scelta di sposare un gentile. Abbandona per lui anche la propria religione ebraica e questo la mette in una situazione di isolamento dalla propria comunità e di conseguenza la rende ancor più dipendente da Ivanov, che diventa il suo unico riferimento. Sensibile e amante della musica è destinata ad essere la vittima delle angherie del marito, ma, nonostante tutto ciò che subisce, continuerà ad amarlo fino alla morte, perdonandolo sempre e accettando come destino ineluttabile la situazione in cui si trova.


Borkin Michaìl Michàjlovi%u010D:
Lontano parente di Ivanov e amministratore della sua tenuta

Giovane uomo (30/35 anni) arruffone e traffichino. Ruolo da caratterista. Gestisce male le proprietà di Ivanov e spera sempre di risolvere i problemi facendo fortuna con progetti folli e privi di fondamento. E' un tipico rappresentante di una borghesia nascente che pensa soltanto a come fare soldi e usa le persone per i suoi scopi. Personaggio comico che crea, con la sua presenza goffa, un contro canto ironico alla incapacità d'agire di Ivanov. L'uno non riesce a fare nulla e l'altro fa tanto ma male, sono due aspetti dell'impossibilità per dei giovani di pensare un futuro possibile in una situazione sociale stagnante.


%u0160abel'skij Matvèj Semënovi%u010D:
conte, zio di Ivanov per parte di madre

Uomo maturo ( 45/55 anni) tipico esempio del nobile squattrinato di tante opere di %u010Cechov. Ruolo da primo attore anziano. Affascinante e colto, probabilmente non ha mai lavorato, ma vissuto di rendita. Purtroppo i tempi sono cambiati e la sua condizione anche, ma lui non ne prende atto e continua a vivere con magnificenza. E' perennemente squattrinato e si fa coinvolgere da Borkin nel corteggiamento della ricca vedova Babàkina. Simpatico e affascinante è un personaggio che ricorda Leonid Andréevi%u010D Gaev del 'Giardino dei ciliegi', entrambi sono assolutamente incapaci di confrontarsi con la realtà e vivono nel ricordo di un passato ricco e felice che non corrisponde più alla realtà.


L'vov Evgenij Konstantìnovi%u010D
: giovane medico dell'amministrazione autonoma locale dello zemstvo

Giovane uomo (25/30 anni) medico di Anna. Ruolo da attor giovane. Intransigente e ricco d'ideali umanitari si scontra con l'indifferenza e il lassismo di Ivanov e degli altri personaggi. Forse segretamente innamorato di Anna, la cura con dedizione e lotta contro l'eventualità della sua morte. Vede in Anna una vittima del marito e cerca in tutti i modi di farlo ravvedere. La sua è una lotta impari e tutti i tentativi finiscono nel nulla. Quando Anna è già morta si presenta da Ivanov per colpevolizzarlo ulteriormente, ma le sue intenzioni non solo non vengono capite, ma ridicolizzate e travisate. E' il personaggio del medico che tante volte comparirà nelle opere di %u010Cechov, spesso come portatore d'ideali che mal collimano con il pensiero dominante di una società che sta morendo o meglio sta sopravvivendo a se stessa.


Lèbedev Pavel Kirilly%u010D
: presidente dell'amministrazione autonoma locale dello zemstvo

Uomo maturo (45/55 anni). Ruolo da attore caratterista. Ricco possidente , ma i beni sono gestiti dalla moglie mentre lui si crogiola nell'ignavia. E' un buon padre, ma troppo debole e incapace d'aiutare veramente la figlia nelle decisioni. Amico di Ivanov cerca di proteggerlo dalla moglie che lo tormenta per un debito che ha con lei. E' buono, ma la sua bontà appartiene a quella dei personaggi privi di forza e volontà, è più uno stato d'animo fanciullesco che una scelta consapevole. Completamente dipendente e assoggettato alla moglie virago è lui l'elemento fragile e femminile della famiglia.


Zinaida Sàvi%u0161na
: moglie di Lèbedev

Donna matura (40/50 anni) . Ruolo da attrice caratterista. E' una bella donna abituata a comandare e ad essere la padrona della casa. Sottomette il marito e lo considera un essere inutile che più tace meglio è. Molto avara, quando arrivano gli ospiti offre loro poco cibo e controlla sempre che le candele non siano accese inutilmente. Tiene sotto controllo tutto e tutti e non si rassegna a che la sua unica figlia sia innamorata di un buono a nulla come Ivanov. Rappresenta la tipica borghese arricchita per cui l'unico vero valore sono i soldi. Quando la figlia, nonostante la sua opposizione, si sta per sposare, si preoccupa di salvare almeno il debito che Ivanov ha con lei sottraendolo all'ammontare della dote. E' una donna che non riesce a parlare che la lingua degli affari e considera tutti i vicini come dei buoni a nulla che vivono, grazie all'accoglienza offerta dal marito, sulle sue spalle.


Sa%u0161a:
figlia ventenne di Lèbedev e di Zinaida

Giovanissima (20/25 anni) è molto bella e solare. Classico ruolo da attrice giovane. E' una fanciulla che si schiude alla vita con tante aspettative e buoni propositi. E' un personaggio che troviamo spesso nelle opere di %u010Cechov, un esempio è Nina nel Gabbiano. Sono delle fanciulle di buona famiglia che hanno sempre vissuto protette dal mondo e che credono che gli uomini siano fondamentalmente buoni. La vita si occuperà di togliere loro ogni illusione e di precipitarle nel vortice del dolore. Sa%u0161a pensa di poter redimere Ivanov grazie alla sua giovinezza e al suo amore, ma si sbaglia, nessuno può cambiare un uomo che ha perso se stesso. Appartiene al genere di donne io ti salverò, quelle stesse donne che senza rendersene conto non solo non salveranno nessuno, ma si perderanno per sempre.


Babàkina Marfa Egòrovna: giovane vedova possidente figlia di un ricco mercante

E' una giovane vedova piacente, leggermente grassoccia (25/35 anni), che non ha perso la voglia di divertirsi. Rientra nei ruoli da giovane caratterista. Personaggio femminile divertente è portatrice delle note comiche dell'opera. Ama frequentare la bella gente, probabilmente è una borghese arricchitasi con il precedente matrimonio, ma non ha gli strumenti necessari per essere all'altezza dei nobili ed intellettuali con cui s'intrattiene. Quando %u0160abel'skij la chiede in moglie, per risolvere così tutti i suoi problemi economici, nonostante sia più vecchio di lei, ne è lusingata perché è un conte e sposandolo anche lei potrà esibire il titolo di contessa. Una piccola parvenu persa in un mondo che la prende in giro senza che lei se ne renda conto.

Kosych Dmitrij Nikiti%u010D: verificatore delle derrate

Uomo maturo (40/45 anni) . Ruolo da caratterista comico. E' un gran giocatore di carte e l'unico suo pensiero è analizzare come e perché ha perso o avrebbe potuto vincere una partita. Fa parte della vacua umanità che frequenta casa Lèbedev, non ha passato e non ha futuro, il suo lavoro gli serve unicamente per sopravvivere e potersi dedicare alla sua passione, il gioco. Vive come un parassita ed è sempre ai margini delle storie, come se non lo riguardassero mai. Nonostante sia presente a tutti i fatti che avvengono, la sua malattia, il gioco, fa si che lui sia perso nel suo mondo e neppure si accorga delle vite che si muovono intorno. E' suo il ruolo di contro canto musicale, che stempera la tragicità degli eventi sottolineandone la vacuità.


Avdòt'ja Nazàrovna Michàjlovi%u010D: vecchia di professione non ben definita


Donna di una certa età ( 45/55) . Ruolo da caratterista comica. E' il corrispettivo femminile di Kosych. Anche lei è sempre estranea agli avvenimenti pur essendo presente. Grande giocatrice, anche lei si preoccupa solo delle carte e di quali e quante mani abbia vinto o perso. Fa parte dell'arredamento e pur non partecipando all'azione ne è un elemento importante. E' una di quelle persone di cui non ti accorgi quando ci sono, ma senti che manca qualcosa quando non ci sono. Non ha un lavoro definito, probabilmente non fa nulla, vive in un lungo presente senza ne passato ne futuro. E' l'esempio estremo di una società già morta.


Egòru%u0161ka parassita dei Lèbedev


Uomo maturo (40/45 anni) . Ruolo da caratterista. E' definito come un parassita ed in effetti questo è la definizione precisa di una condizione non solo oggettiva, ma esistenziale. E' il personaggio simbolo di quella società. Non ha lavoro, non ha storia, non ha uno scopo qualsiasi nella vita, ma si nutre delle vite degli altri. Vive a ridosso dei Lèbedev e passa da una festa all'altra, da una partita a carte all'altra senza mai sentirsi vivere. E' l'esempio più chiaro dell'inconsistenza umana.

Brevi note di regia di Tiziana Bergamaschi

Nell'Ivanov, sono già presenti tutti i temi che verranno svolti nelle opere maggiori da Anton Pavlovi%u010D %u010Cechov.

In primo luogo l'uso espressivo degli intervalli e delle pause. La sua scrittura rispetta dei canoni musicali, i silenzi sono parte fondante della sua drammaturgia. Non è importante solo ciò che viene detto, ma spesso è più importante ciò che viene taciuto. Le linee di pensiero multiple sono usuali nei suoi personaggi e spesso la parola è solo la punta d'iceberg del pensiero che soggiace. Parola non è mai esaustiva ma franta, così come accade normalmente nella vita. Il pensiero segue strade tortuose e non sempre attinenti all'azione. L'esterno è il 'correlativo oggettivo' del sentire dei personaggi e ne rispecchia i mutamenti e gli stato d'animo. Tutto concorre a creare un'atmosfera impalpabile, che come una melodia ci accompagna, mentre dissonanze s'infrangono sul tessuto musicale dando vita a variazioni impercettibili ma profonde, che l'orecchio coglie ancor prima dell'occhio. E' fondamentale per comprendere veramente un testo di %u010Cechov metterlo in partitura, come se fosse un'opera musicale.

In secondo luogo la sottolineatura del dettaglio.
I personaggi sono costruiti attraverso trame sottili che ne vanno a delineare i caratteri. Piccoli gesti, leggeri scarti d'umore, azioni compiute automaticamente mentre la mente pensa ad altro, è la vita che li possiede e che li forgia nonostante loro. C'è quasi una maniacalità psicanalitica nel precisare ogni dettaglio, sia della scena che dell'azione, questo porta a un concertato di azioni che vivono a prescindere dalle parole dette. Il dettaglio è realistico e nello stesso tempo straniante.


Il carattere apparentemente erratico e divagante del dialogo.
Questa è una conseguenza di tutto ciò che abbiamo detto precedentemente. Il dialogo non è mai consequenziale, ma spesso la risposta si perde in riflessioni non attinenti e divaga seguendo il pensiero. Questa modalità ci permette di ascoltare ciò che viene pensato, ma non detto ed aiuta a connotare i personaggi e a portare alla luce le ossessioni di ciascuno attraverso la reiterazione del linguaggio.

La complessità di questa drammaturgia è uno dei motivi che mi hanno spinta a scegliere questo autore. Credo che per un regista sia importante soprattutto il lavoro sull'attore e chi più di %u010Cechov te ne offre la possibilità? Penso quindi ad un impianto scenico molto semplice, dove l'attenzione sia focalizzata sulla recitazione. E' molto importante che si crei una sintonia tra gli interpreti e che il pubblico entri in questa musica e ne sia ammaliato. Il realismo non è secondo me la chiave principale per leggere la sua opera, ma forse lo è la magia di certe notti del nord, il silenzio della neve, lo stormire delle fronde e la terra nell'accezione contadina del termine.

E' un viaggio nell'animo umano che mantiene tutta la concretezza e nello stesso tempo lo stupore che solo chi vive a stretto contatto con la natura può comprendere.


E' tempo quindi di metterti veramente all prova!!!
Chiamaci o scrivici per fissare il tuo provino per il 5 o 6 febbraio!!!

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