ENRICO IV

di W. Shakespeare
regia di Marco Bernardi
con Paolo Bonacelli, Carlo Simoni e Corrado d'Elia

All'Auditorium Centro Culturale S.Chiara di Trentoin scena fino a domenica 4 dicembre


img9843.jpgEnrico IV può essere definito per la mirabile unità tematica nella complessità della struttura, per l'ampiezza della vicenda storica rievocata e la molteplicità dei personaggi, per la straordinaria, virtuosistica ricchezza del linguaggio nell'alternarsi di prosa e di poesia, il capolavoro di William Shakespeare nell'ambito delle storie inglesi.

Poco rappresentato in Italia, si ricordano le edizioni di Giorgio Strehler e Tino Buazzelli, ora il testo che contiene magistralmente tutti gli elementi che caratterizzano la produzione drammaturgica del bardo viene riproposto dopo molti anni. Una nuova sfida affrontata dal regista Marco Bernardi al suo quinto importante incontro con l'autore nato a Stratford on Avon nel 1564.


img9844.jpgMai come in Enrico IV Shakespeare ha saputo fondere la multiforme ricchezza del dramma storico e della tragedia con i temi e il linguaggio della commedia.
La grandezza del testo sta soprattutto nella contrapposizione grottesca e drammatica tra gli interessi della corte e del potere fine a se stesso e il contrastante universo delle bettole, irriverente, notturno ed edonistico, ben rappresentato dalla figura allegra, grottesca e cinica di Falstaff che riassume alla perfezione il 'tipo' da taverna, l'allegria pura della creazione. Questi due mondi si alternano e si specchiano nel dipanarsi, a tratti divertente in altri decisamente più tragico, della storia. Con riflessi contrastanti e imprevedibili.


Nell'Enrico IV, dunque, il tema dell'allegoria morale dell'ascesa e caduta dei potenti viene img9845.jpgripreso e modulato in chiavi diverse e messo a contrasto con quello opposto e parallelo della caduta e del riscatto nei tre grandi protagonisti di questa perfetta storia teatrale: re Enrico (interpretato da Carlo Simoni), l'immortale 'prediletto della luna' Falstaff (affidato alla vena creativa ed alla bravura interpretativa di Paolo Bonacelli) e l'amletico e istrionico principe di Galles (il giovane Corrado d'Elia), autentico centro focale dell'opera.





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